Ciliegine di Laura Morante

Ciliegine, opera prima di Laura Morante, cerca un antidoto, una formula magica, che liberi la mente di ognuno di noi dalla paura di cadere nella “routine” di coppia e dall’improvviso ripudio dei difetti dell’altro, che fino a quel momento avevamo sempre sopportato. Amanda (Laura Morante) ha sempre avuto con gli uomini rapporti complicati, li giudica irreparabilmente inaffidabili, li guarda con sospetto, pronta a cogliere i segni certi dell’arroganza, del tradimento, dell’indifferenza.

Si nasconde dalle sue nevrosi e dall’androfobia che la perseguita rifugiandosi in Antoine (Pascal Elbé), quello che crede esser l’amico gay che ogni donna sogna; questa relazione risulta l’unica ancora di salvezza che possa curare il suo disprezzo nei confronti delle “tecniche seduttorie” maldestre del tanto odiato altro sesso. In questo caso non c’è nulla da seguire, nessun manuale del “buon seduttore” dovrà esser applicato, ma vi è solamente una deliziosa, ma apparente, amicizia tra uomo e donna. Quando Amanda si accorgerà del profondo equivoco sarà troppo tardi per mostrare il suo “scudo” nei confronti degli uomini, e quindi di Antoine, perché ne sarà già innamorata.

Laura Morante per questa sua prima regia (girato e prodotto in Francia) ha deciso di seguire alcune tematiche molto cara al cinema transalpino, ovvero la capacità di trattare con il sorriso (anche amaro a volte) della commedia temi come l’amore, i rapporti uomo donna, l’amicizia, il senso della vita.

Questo film mi ricorda molto Emotivi Anonimi e non è un caso se come trait d’union è presente la stessa attrice Isabelle Carré. “Ciliegine” é un film gradevole, non volgare, classico nelle inquadrature (tante dissolvenze) con qualche momento acuto e efficace anche a livello registico (il finale ad esempio). La storia purtroppo parte da un pretesto (un classico anche questo gioco degli equivoci) che poi viene dilatato a dismisura durante tutto il resto del film mostrando un po’ il fiato corto e generando a volte, almeno in me, un po’ di tedio.

Una curiosità, il titolo francese “La cerise sur le gâteau” (La ciliegina sulla torta) rende secondo me meglio di quello italiano il significato del film. Sia per indicare appunto la ciliegina che l’ex compagno della Morante ruba dal dolce durante la cena di anniversario che il tocco finale che consente la perfezione del rapporto e della vita.

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Silvia Dell'Orto

Mi chiamo Silvia Dell’Orto e lavoro come cassiera a Seregno, la città dove vivo. Ho 42 anni. Le mie passioni sono il cinema e la letteratura. Divoro film e romanzi. Una volta desideravo cambiare mestiere per ritornare ad occuparmi di giornalismo, dato che trentenne ero stata cronista locale di bianca. Ora ho cambiato idea, scrivo ancora per “hobby”, ma mi sono riconciliata con il mio attuale impiego perché è grazie ad esso mi guadagno da vivere. Da quest’anno sono iscritta all’Università Cattolica di Milano, alla facoltà “Linguaggio dei Media”. Dal 2014 sono buddista, membro della Soka Gakkai internazionale: “Per noi non c’è niente di impossibile!”.

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