Workers – Pronti a tutto

Uscito nei cinema italiani venerdì scorso (11 maggio), Workers è una commedia che racconta le avventure tragicomiche di un gruppo di giovani in un periodo di grandissima precarietà e disoccupazione giovanile.

Se è vero che nel cinema italiano i periodi di crisi sociale si sono sempre tradotti con una ricchezza di idee, è certo che l’attuale precariato giovanile e la crisi del lavoro hanno trovato nell’opera prima di Lorenzo Vignolo, noto regista di videoclip, un portavoce privilegiato nella commedia contemporanea.

Una delle più grandi tragedie del presente (e del futuro) è stata così esorcizzata in forma a volte surreale (Santa Maradona di Mario Ponti), a volte dolceamara (Tutta la vita davanti di Paolo Virzì), molto spesso consolatoria (Generazione mille euro di Massimo Venier). Con “Workers” è come se si cercasse un mix tra tutti questi registri attraverso la struttura ad episodi tipica della commedia italiana di costume.

Il titolo si riferisce al nome di un’agenzia di collocamento, i cui titolari Sandro (Michelangelo Pulci) e Filippo (Alessandro Bianchi), in una cena con amici vari, raccontano le storie più divertenti in cui si sono imbattuti: tre vicende di “straordinaria” precarietà.

Nel primo episodio Giacomo (Alessandro Tiberi) è un ragazzo immaturo che non ha ancora imparato a camminare sulle proprie gambe e per pagare l’affitto di casa, accetta di fare il badante a Mario (Francesco Pannofino) un paraplegico insopportabile, sboccato, attaccabrighe, che lo insulta e mortifica con richieste impossibili.

Nel secondo episodio Giovanni (Pietro Casella) invece finisce in un posto alquanto strano in cui gli allevatori pagano fior di soldi per comprare lo sperma dei tori con cui ingravidare le proprie mucche. Un compito difficile e poco affascinante che Italo (Dario Bandiera) svolge mirabilmente ogni giorno anche se Tania (Daniela Virgilio) la donna della sua vita, lo crede un importante chirurgo.

Nel terzo ed ultimo episodio Alice (Nicole Grimaudo), aspirante truccatrice per sbarcare il lunario trucca cadaveri per un’impresa di pompe funebri dove incontra il vedovo Saro (Paolo Briguglia) che la convince, per arrotondare a partecipare ad una cena familiare senza avvertirla che il padre, don Ciccio (Nino Frassica) è un super latitante mafioso.

Si può ridere della disoccupazione e della precarietà che affliggono i giovani del Bel Paese? Sì, a condizione che non vi aspettiate anche un lieto fine. “Workers” è un film sincero, ma incapace di dire qualcosa di nuovo su una generazione che il posto fisso non lo sogna più. Perché il lavoro è lavoro (e ci mancherebbe pure) e per avere qualche soldo in più tanti farebbero qualunque cosa.

Workers Pronti a tutto

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Silvia Dell'Orto

Mi chiamo Silvia Dell’Orto e lavoro come cassiera a Seregno, la città dove vivo. Ho 42 anni. Le mie passioni sono il cinema e la letteratura. Divoro film e romanzi. Una volta desideravo cambiare mestiere per ritornare ad occuparmi di giornalismo, dato che trentenne ero stata cronista locale di bianca. Ora ho cambiato idea, scrivo ancora per “hobby”, ma mi sono riconciliata con il mio attuale impiego perché è grazie ad esso mi guadagno da vivere. Da quest’anno sono iscritta all’Università Cattolica di Milano, alla facoltà “Linguaggio dei Media”. Dal 2014 sono buddista, membro della Soka Gakkai internazionale: “Per noi non c’è niente di impossibile!”.

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